Un piano strategico di successo

Ecco un articolo per creare un piano strategico di successo per chi pensa che la sua attività possa dare di più e cerca un ruolo attivo nello sviluppo del suo business.

Partiamo dal presupposto che pianificare, tutti lo sappiamo, è noioso: trasmette un senso di immobilismo, richiede una gran concentrazione e non lo percepiamo affatto come qualcosa di divertente, ma piuttosto come uno sforzo, di cui a breve termine non vediamo nemmeno il beneficio. Tuttavia, è proprio la pianificazione che mette in luce la possibilità di fallimento e accende in noi la necessità di proteggerci creando un piano B. Diversamente verremmo colti di sorpresa, travolti dagli eventi.

Il primo step di un piano strategico di successo è la raccolta dei dati: su te stesso, sulla tua organizzazione, sul mercato di riferimento, sui competitor…Il fine? Descrivere dove sei oggi, ovvero il tuo status quo, e definire dove vuoi andare domani e come desideri arrivarci. Il dettaglio conta, quindi analizziamo alcune di queste minutezze:

1. Chi è il nostro cliente?

Dobbiamo immaginarci il nostro cliente tipo per creare, quello ideale che vorremmo avere. È fondamentale definire il nostro target se vogliamo individuare la strategia di sviluppo migliore.

2. Che ragione ha di esistere un business come il mio?

Si tratta forse della domanda più ardua a cui rispondere, ma anche di quella che è a fondamento della strategia meglio studiata.

3. Che valore aggiunto creiamo?

Non si tratta solo del bene o del servizio che produciamo/ offriamo, ma del plus che la nostra attività rappresenta per il nostro cliente.

4. Chi sono i nostri competitor?

È importante notare che ai competitor diretti spesso si affiancano anche quelli meno visibili e quindi più insidiosi che offrono prodotti/ servizi alternativi al mio business. Capire con chi mi confronto è alla base di una pianificazione corretta.

5. Cosa ci distingue dai nostri competitor? E in particolare, in cosa siamo più bravi di loro?

Spesso se eccelliamo in almeno una o due attività, il nostro business può essere considerato di successo, anche se nel resto siamo mediocri. È dunque essenziale capire quali sono queste attività e quanto sono davvero bravo a svolgerle.

È inoltre importante definire cosa mi differenzia dai miei competitor e non solamente nella produzione di un bene o nell’offerta di un servizio in quanto tale, ma anche a livello di processo che metto in atto per arrivare a creare un prodotto finito o per trasmettere un servizio. È proprio qui che valuto la produttività del mio business.

6. Come immagini la tua azienda tra 4/5 anni e come pensi di arrivarci?

È un momento importante: il business non si struttura solo su ciò i dati e le informazioni attuali possono restituirmi della mia situazione presente e futura, ma anche sulle mie aspettative e sui miei desideri.

Per raggiungere il mio scopo è però necessario mettere in atto una serie di cambiamenti che mi permettano di arrivarci. Ciò potrebbe coinvolgere diversi aspetti, come l’inserimento di nuovi processi, l’acquisizione di nuove aree di lavoro/ uffici, modifiche a livello di personale e tra i miei partner. Tutto va pianificato, affinché avvenga al giusto momento e nel modo corretto in un arco di tempo da qui a cinque anni.

7. Come puoi tenere traccia dei progressi e chi è responsabile per il raggiungimento di ogni obbiettivo intermedio?

Ciò che è misurato, ovvero determinato dalla possibilità di trarne dei dati, è stato fatto: seleziona dunque con attenzione le informazioni importanti e tienine traccia attraverso una reportistica puntuale e con una frequenza tale da poter eventualmente intraprendere le necessarie azioni correttive.

Ogni azione deve inoltre essere associata e associabile a una persone specifica che ne sarà responsabile: questa sarà incaricata di redigere i report indispensabili secondo la frequenza concordata al fine di verificare i progressi fatti e i target raggiunti.

La ricetta è un giusto mix di pianificazione dei processi, individuazione degli attori e verifica degli step intermedi. Una figura super partes è la ciliegina sulla torta, in quanto potrà guidare il processo di sviluppo con la giusta oggettività e distanza e per l’assenza spesso delle abilità necessarie per dirigere una simile operazione all’interno del team aziendale.  

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Altri articoli

Vuoi informazioni?

Preferisci un contatto diretto?